ORDINI MILITARI E CAVALLERESCHI NELLA SARDEGNA DEI
Autore: Massimo Falchi Delitala
Codice: 949024
Le condizioni sociali, politiche e costituzionali della Sardegna del XII e XIII secolo, caratterizzata dall’esistenza nell’Isola di quattro entità statuali (i giudicati), condizionarono negativamente la presenza nell’Isola degli Ordini militari religiosi. I cavalieri di queste religioni militari non poterono svolgere nell’Isola con pienezza le attività che erano loro proprie nel resto dell’Europa feudale.
Non erano presenti, infatti, in Sardegna le condizioni per un loro inserimento nella struttura sociale: l’assenza dell’istituto del feudo e la conseguente presenza di un potere centrale statale (i giudicati) capace di svolgere i propri compiti istituzionali, civili e militari, relegò gli Ordini a un ruolo secondario se non marginale.
Nelle città, ove una loro presenza era eventualmente resa possibile da alcune contingenze di politica internazionale, l’attività degli Ordini era soffocata dall’invadenza delle repubbliche marinare, che tendevano ad escludere dall’Isola, e in particolare dai suoi porti, ogni altra presenza. E infatti quando si alterarono tali condizioni di equilibrio instabile di politica internazionale, con il consolidarsi del potere esclusivo di una di esse, iniziò un inarrestabile declino della incidenza della presenza degli stabilimenti di alcuni Ordini.
ITALIANO
Illustrazioni in bianco e nero
210
17 x 24